Cara Yolanda E Relativa Risposta

permettimi innanzitutto di abusare della tua disponibilità per saltare d’un tratto tutti quei gentili convenevoli ai quali immagino sei quotidianamente sottoposta, nella tua interessante carriera, per recuperare quella dimensione umana e diretta che tra noi giovani hacker siamo soliti adottare.

Lascia che io usi questo tono colloquiale ed umano e ti dia del tu, non senza un assoluto rispetto, per le tue qualità, capacità e possibilità - come peraltro avverrebbe senza tanti giri di parole nei paesi anglosassoni, alla cui tradizione, se non altro per motivi professionali, ambedue siamo legati.

Ho avuto bisogno di giustificare il tono caloroso e diretto che intendo adottare solo perchè così ti possano arrivare, quanto più possibile vicini al cuore, i più sinceri sentiti e appassionati auguri per il tuo nuovo incarico, che è assieme un’impresa e una sfida.

Posso permettermi di farli, io forse più che ogni altro, per salutare un cambiamento in BSA che, non posso saperlo ma solo sperarlo, sarà foriero di molte buone azioni che ripaghino le sentite speranze in voi riposte, anche per la parte che, per scelta sentita, mi vede protagonista: l’open source e il free software.

Cara Yolanda, vorrei lasciarti sentire con quanta forza io, chè per lunga tradizione libertaria degli hacker per me stesso solo parlo -come per me stesso solo agisco quando è il caso- pur sapendo di dar voce a molti altri come me, con quanta forza, dicevo, sento l’importanza del tuo ruolo e del tuo lavoro, qui e ora, in Italia, nel 2002.

Se BSA fosse sotto la tua guida quella BSA che forse i propri stessi membri vorrebbero, e tra i suoi membri IBM e Apple e HP/Compaq e AutoDesk, stessa. Se BSA in Italia non volesse più sembrare solo il cane da guardia degli interessi di ``uno’’ e, con onesto zelo e non di più, con informazione precisa e non di più, con azioni palesi e pubbliche e non di più, facesse tutto il possibile per la tutela dei propri membri e combattesse per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale oggi esistenti –E NON DI PIÙ– i quali come tutti sanno sono la base fondante anche delle nostre licenze free e senza cui noi semplicemente non esisteremmo nel diritto e nella realtà quotidiana.

Se BSA fosse tutto questo, e non di più, ogni sostenitore del software libero non potrebbe far altro che sostenervi -pur nel modo scomposto e individualista che le organizzazioni gerarchiche neppure capiscono e spesso non apprezzano.

Quanto a me, se posso azzardare una speranza personale, solo non vorrei vederti cadere nelle facili quanto stupide generalizzazioni di cui il tuo precursore è stato così prodigo ammirando un po’ troppo spesso il dito quando qualcuno gli indicava la luna.

Spero (ma non credo :-) in te.

Fa’ sapere, sentire e conoscere…

Buon lavoro,

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marcia,

chi non rischia e cambia colore dei vestiti,

chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,

chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,

proprio quelle che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,

chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,

chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, \

chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,

chi non si lascia aiutare;

chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna

o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che essere vivo

richiede uno sforzo di gran lunga maggiore

del semplice fatto di

respirare.

Soltanto l’ardente pazienza

porterà al raggiungimento

di una splendida felicità.

Pablo Neruda

</em>

La risposta di Yolanda Rios, presidente della BSA

Caro Emmanuele,

innanzitutto ti ringrazio per la lettera che mi hai indirizzato e accolgo con grande piacere gli auguri per il nuovo e stimolante compito che mi aspetta, in qualità di Presidente di BSA e, particolarmente, per la citazione della poesia di Neruda che, come certamente puoi capire, ha profondamente commosso il mio animo sudamericano.

Personalmente e professionalmente credo molto nella missione dell’associazione, che consiste nel difendere quell’importante conquista di cultura e di civiltà rappresentata dal diritto d’autore, il diritto, cioè, garantito a chiunque - e non solo alle grandi corporation - di veder riconosciuta la paternità delle proprie idee e di disporne in base a meccanismi di gestione o cessione dei diritti di utilizzazione economica. Questo modello non fa parte solo della natura del copyright anglosassone ma della filosofia europea del diritto d’autore. È in questa ottica che BSA e tutte le associazioni che si battono in difesa di questo diritto hanno spesso lavorato insieme al fine di rendere sempre più certa e diffusa la tutela della creatività in tutti i campi del sapere umano.

Come l’associazione ha ribadito più volte, la tutela del diritto d’autore è garantita da una legge dello Stato italiano (oggi la legge 248/00 che ha integrato la normativa del 1941 sul diritto d’autore) e BSA, come associazione che combatte la pirateria, ha un ruolo chiaro e definito nel collaborare all’applicazione della legge. Questo è stato sino ad oggi il nostro ruolo e questo è il ruolo che mi appresto a promuovere e rinforzare, come neo Presidente di BSA. Alle Istituzioni prima di tutti, ma anche alle associazioni di tutela della proprietà intellettuale è demandato un compito difficile ma importante: promuovere con tutti i mezzi a disposizione la diffusione della conoscenza del diritto d’autore, la sua importanza per lo sviluppo socio economico del paese. Tra gli strumenti, ineluttabilmente, l’osservanza delle leggi che ne garantiscono il rispetto e delle relative pene che ne puniscono la violazione.

Un dibattito vivace e intellettualmente stimolante, negli ultimi tempi, vede le numerose voci rappresentate in seno a BSA su posizioni diverse ma non confliggenti, al fine unico che ci accomuna, ovvero combattere la pirateria. L’open source per le aziende membre di BSA rappresenta una delle numerose opzioni offerte dal mercato, nell’ambito di quelle regole di tutela, che l’associazione riconosce come comuni.

Tra queste, l’idea di “progetto culturale”, di divulgazione del rispetto del diritto d’autore in tutte le sue molteplici sfaccettature: è da qui che dobbiamo partire e impostare strategie che si indirizzino tanto alle imprese quanto ad altri soggetti quali le Istituzioni politiche, le Forze dell’Ordine e la Magistratura, il mercato, i singoli utenti, il canale, i giovani. Pretese divergenze ideologiche possono solo rendere questo fronte disomogeneo e aprire le porte all’illiceità a tutto danno della industria della creatività.

Mi auguro che in futuro saremo in grado di collaborare insieme per un efficace e coraggioso “balzo in avanti” nell’affermazione in Italia di una concreta ed efficace tutela di tale inalienabile diritto, che è alla base del lavoro di tutti noi.

Yolanda Rios,

Presidente di BSA Italia

Written on July 28, 2002